Il Grande Còrso sullo schermo

Un personaggio storico controverso come Napoleone, con le sue vicende personali – amori, ascese, insuccessi, esilio – non poteva non trovare nel cinema, sin dai suoi esordi nel muto, uno spazio degno della sua fama. Registi e sceneggiatori hanno attinto a mani basse nella biografia del Grande Còrso.

Qui è d’obbligo una precisazione: è lo sciovinismo dei Francesi a proiettare sull’imperatore quegli attributi di ‘grandeur‘ con cui è la nazione stessa a riconoscersi (e viceversa). In realtà per gli abitanti dell’isola del Tirreno il solo a meritare il titolo di Grande Còrso è il padre della patria Pasquale de’ Paoli, vero eroe dell’indipendenza di quel popolo.

Il primo cortometraggio di durata superiore ai 15 minuti è del 1909 e viene girato negli Stati Uniti da James Stuart Blackton. Il titolo è The Life of Napoleon interpretato dall’attore teatrale William Humphrey e sarà distribuito in due parti, due rulli di 10 minuti ciascuno (Napoleon and the Empress Joséphine; Napoleon, the Man of Destiny).

Tra i primissimi lungometraggi – prima dell’avvento del sonoro – a darne una rappresentazione articolata da una sceneggiatura fu una produzione americana del 1925: Madame Sans-Gêne; dove Gloria Swanson è alle prese con Emile Drain nei panni del giovane Bonaparte, per la regia di Léonce Perret. Drain sarà destinato a riproporsi nel ruolo di Napoleone in ben altre tre pellicole nel corso della sua carriera, prediletto in particolare dal regista e attore Sacha Guitry, in forza della sua aderenza alla ritrattistica dell’imperatore. Eccolo quindi indossare i suoi panni in Le perle della corona (Les perles de la couronne) del 1937; in Il diavolo zoppo (Le diable boiteux) del 1948, incentrato sulla figura di Talleyrand (interpretato dallo stesso Guitry); ed infine in Versailles (Si Versailles m’etait conté) del 1954, una carrellata storica ad episodi, curiosando nelle stanze e nei cortili della magnifica reggia dei sovrani di Francia.

Nel 1942 esce Le destin fabuleux de Desirée Clary nel quale Guitry mette in scena un amore giovanile di Napoleone, interpretato da Jean-Louis Barrault, quando durante gli anni marsigliesi si innamora della ragazza che in seguito diventerà regina di Svezia. Sarà lo stesso Sacha Guitry ad impersonare il maturo Napoleone ormai imperatore in trono. Questa trama sarà ripresa dal cinema americano nel 1954, con il film Desirée diretto da Henry Koster con un indimenticato Marlon Brando nel ruolo del protagonista maschile.

Sacha Guitry tornerà ad essere Talleyrand in una pellicola del 1955, Napoleone Bonaparte (Napoléon), dove però con pastrano e bicorno stavolta troviamo Raymond Pellegrin, Quest’ultimo sarà chiamato a prestare il proprio volto a Napoleone nel film Venere imperiale, del 1963, con Gina Lollobrigida nel ruolo di Paolina Borghese, per la regia di Jean Dellanoy.

Ma la summa cinematografica dell’epopea napoleonica è sicuramente Napoléon vu par Abel Gance, film muto del 1927 che si avvale della presenza di un affascinante e tenebroso Albert Dieudonné, un vero e proprio monumeto di culto per i cinefili d’Oltralpe, anche se con i suoi 330 minuti di pellicola – poi ridotti a 235 – mette a dura prova lo spettatore. Come per Guitry l’empereur rappresenterà per Gance una sottile ossessione che lo seguirà per tutta la vita. Nel 1934 realizza una sorta di seguito in formato ridotto con il supporto del sonoro, di appena 80 minuti, che circola con il titolo Napoléon vu et entendu par Abel Gance. Nel 1960 gira La battaglia di Austerlitz (Austerlitz) interpretato da un memorabile Pierre Mondy. In Italia la pellicola verrà in seguito distribuita con il titolo Napoleone ad Austerlitz. Quasi non riuscisse a staccarsi dal suo passato Abel Gance ultraottantenne nel 1971, con il sostegno di Claude Lelouche, tornerà a riprendere fra le mani il materiale del suo Napoleone degli anni Venti e Trenta, per distribuire a distanza di 45 anni, con il titolo Bonaparte et la révolution, la versione integrale di 4 ore e mezzo,

Grazie alla presenza della divina Greta Garbo, le platee di tutto il mondo nel 1937 si appassionano alla storia d’amore fra Maria Walewska e Bonaparte durante la campagna militare in Polonia. Ad interpetarlo, diretto da Clarence Brown, è l’attore francese Charles Boyer che per decenni sarà identificato con il personaggio.

In Italia, a differenza di quanto avviene fra i cugini al di là delle Alpi, la figura del Bonaparte – spesso considerato quasi italiano come denunciano le sue ascendenze toscane – non è stata oggetto di particolare venerazione; forse perché la storiografia ne ha messo in evidenza le molte contraddizioni (dal tradimento delle aspirazioni della Corsica alle razzie di opere d’arte, dalla cessione del Veneto all’Austria allo sfrontato nepotismo, dal venire meno agli ideali rivoluzionari al molto sangue versato sui campi di battaglia) che portarono da subito alla delusione di Foscolo e alle perplessità del “fu vera gloria?” manzoniano. Sicché i nostri cineasti sono stati marginali nella filmografia bonapartista. Del 1943 è la pellicola di ottima confezione, Sant’Elena, piccola isola, con un misurato Ruggero Ruggeri, per la regia di Renato Simoni e Umberto Scarpelli.

Nel 1951 un film farsesco con Renato Rascel, Napoleone, diretto da Carlo Borghesio su soggetto dei dissacratori Steno, Benvenuti e Monicelli, ne irride manie e megalomania.

Più vicino alla sensibilità dei nostri tempi è N. Io e Napoleone, il film di Paolo Virzì del 2006, che racconta i cento giorni all’isola d’Elba. Il soggetto è tratto dal romanzo premio Strega di Ernesto Ferrero, e qui l’illustre esule è interpretato da Daniel Auteil.

Dalla visuale d’Oltremanica, l’antagonista francese è naturalmente raccontato con occhio critico e senza sconti. E ad interpetarlo nel film Il nemico di Napoleone (The Young Mr. Pitt) del 1942 è l’attore ceco Herbert Lom. Sarà lo stesso attore che ritroveremo nel ruolo di Napoleone nel film Guerra e pace (War and Peace), del 1956, dal romanzo di Tolstoj, diretto da King Vidor, con un cast di prim’ordine e girato a Cinecittà, prodotto della coppia De Laurentiis.Ponti.

Sullo sfondo della guerra napoleonica in Spagna, si svolgono le eroicomiche Avventure di Gérard, in un film britannico del 1970 diretto da Jerzy Skolimowski, tratto dal romanzo di Conan Doyle. Solo grazie al trucco, alla divisa e al caratteristico copricapo, Eli Wallach finisce col risultare credibile nel ruolo del condottiero.

Anche da parte dei Russi, toccati nel vivo dall’invasione napoleonica, lo sguardo sull’imperatore dei Francesi preferisce soffermarsi sul tramonto e la sconfitta ed il regista Seghej Bondarciuk nel 1970 con il film Waterloo, sceglie per il ruolo del Bonaparte un malinconico e appassito Rod Steiger,

Bondarciuk appena qualche anno prima, nel 1966, aveva dato fondo ai capitali dei produttori sovietici per portare a termine l’ambizioso progetto di raccontare sullo schermo il capolavoro di Tolstoj. Il suo Guerra e pace è considerato il film più costoso e lungo (480 minuti in due parti nella versione originale, ridotti a 260 per l’Italia) mai realizzato in Russia. Il quasi impronunciabile Vladislav Strzhelchik interpreta Bonaparte.

Negli Stati Uniti i cineasti si sono sovente serviti del Bonaparte in intrecci scanzonati, come già nel 1936 con il film musicale Hearts Divided, diretto da Frank Borzage, in cui si ricostruisce la storia amorosa fra l’americana Elizabeth Patterson e Girolamo Bonaparte, fratello minore di Napoleone. L’imperatore dei Francesi è interpretato da Claude Rains. E’ un remake sonoro del film muto Glorious Betsy del 1928, per la regia di Alan Crosland, dove il baritono italiano Pasquale Amato è Napoleone, quando bastava una ciocca impomatata a virgola sulla fronte stempiata per suggerire l’immagine del generale.

In una delle tante scorribande nella storia degli sgangherati fratelli Marx, c’è anche l’episodio che li vede alle prese con Napoleone, qui interpretato da Dennis Hopper. Il film è L’inferno ci accusa, titolo con cui esce in Italia The Story of Mankind del 1957 per la regia di Irwin Allen.

In burla la butta anche lo spumeggiante Woody Allen del 1975, che nella commedia Amore e guerra (Love and Death), parodia di ambientazione russa, mette in scena un esilarante tentativo di tirannicidio del despota francese, interpretato da James Tolkan.

Nel 1985 è la volta di un Napoleone inquadrato da un contesto ribaltato: si tratta del regista egiziano Yusuf Shain che in Wādan Bunāpart (Addio Bonaparte) fa rivivere la campagna d’Egitto del 1798, quella della famosa frase sui 4 mila anni di storia che dall’alto delle piramidi se ne stavano a guardare quell’insignificante manipolo di invasori francesi. Shain tratteggia il rapporto fra un arrogante e sbrigativo Napoleone, interpretato da Patrice Chéreau, e il generale Caffarelli, interpretato da Michel Piccoli, uomo di cultura innamorato del Paese africano e della sua gente.

Infine è doveroso menzionare Ian Holm, che presta la propria faccia a Napoleone in due pellicole di genere fantasy, come I banditi del tempo (Time Bandits) del 1981 per la regia di Terry Gilliam; e I vestiti nuovi dell’imperatore (The Emperor’s New Clothes) del 2001, diretto da Alan Taylor. In entrambi i film, a distanza di vent’anni, il prestigioso e pluripremiato attore inglese, nei favolistici viaggi inel tempo suggeriti dalla trama, si trova ad indossare la divisa dell’esercito francese per far rivivere l’eroe còrso agli occhi stupefatti dei giovani protagonisti.

Antoine De Caunes nel 2003 sembra raccogliere il testimone da I vestiti nuovi dell’imperatore, che lo precede di un paio d’anni, ma con accenti più seriosi nei toni del giallo: il suo Monsieur N sconfina nella fantapolitica dietrologica, da controcultura complottista. A Sant’Elena Napoleone, interpretato da Philippe Torreton, organizza una rocambolesca fuga e, beffando gli Inglesi che hanno il compito di vigilare sull’esule sconfitto, parte per le Americhe dove vivere da uomo libero. In sua sostituzione, nella bara traslata in Francia, potrebbe esserci il corpo del fido assistente Cipriani e il film – una coproduzione anglo francese – instilla il dubbio: chi giace allora agli Invalides?

Anche il piccolo schermo ha mostrato interesse per Bonaparte, anche se il mezzo televisivo mal si adatta alle grandiose rievocazioni storiche in costume. In Italia ricordiamo una eccellente prova di taglio teatrale offerta da Giancarlo Sbragia in I grandi camaleonti, sceneggiato RAI in otto puntate di Edmo Fenoglio, un rigoroso bianco e nero in onda nel lontano 1964. Nel 1973 la televisione italiana ripropone Renzo Palmer nei panni dell’imperatore esiliato nel didascalico Napoleone a Sant’Elena per la regia di Vittorio Cottafavi.

Nel 1974 Ian Holm si anticipa sui tempi e si cala nel personaggio interpretando per la TV inglese la serie Napoleon and Love.

Le produzioni straniere, forti di maggiori mezzi economici, hanno potuto offrire nel 2002 un film-TV in quattro puntate, in cui la figura di Napoleone giganteggia agli occhi dello spettatore, Si tratta della serie Napoléon del 2002, diretta da Yves Simeneau, con Christian Clavier nel ruolo del titolo, che da Sant’Elena rievoca il suo passato.

Non è da meno il Guerra e pace televisivo del 2016 targato BBC dove per interpretare Napoleone il regista Tom Harper ha scritturato l’attore francese Mathieu Kassovitz.

Ed è notizia dei nostri giorni che il regista britannico Ridley Scott ha iniziato le riprese dell’ennesimo prodotto televisivo dedicato alla gloria di Ajaccio – che avrà come titolo, in sostituzione dell’iniziale Kitbag, il più identificativo Napoleon – con Joaquin Phoenix nel ruolo del protagonista, la cui programmazione è prevista per il 2023.

Tra le decine e decine di volti prestati dalla cinematografia mondiale a monsieur le général, ce n’è però uno che ha finito con il non materializzarsi. Fra tante presenze una assenza di cui rammaricarsi: si tratta del progetto carezzato da Kubrick nel 1969, cioè dopo 2001 Odissea nello spazio ed abbandonato prima dare inizio alle riprese di Arancia meccanica. Il regista americano per mesi ha raccolto materiale, letto libri, visionato pellicole, studiato ambientazioni, ipotizzato protagonisti. Fu in quei frangenti che ebbe ad esplicitare qualche legittima perplessità sul Napoléon di Abel Gance, tanto osannato in Francia. Resta la curiosità di sapere quale chiave di lettura il geniale Stanley Kubrick avrebbe potuto fornirci. Nei suoi appunti si scoprono i possibili attori passati in rassegna nel ruolo del protagonista, da Al Pacino a David Hemings, a Ian Holm. Quest’ultimo, di lì a qualche anno, ancor quarantenne, verrà scelto dalla TV inglese; mentre a distanza di decenni finirà con l’interpretarlo anche sul grande schermo, anche se sul registro del racconto immaginario.

1909: William Humprey, Napoleon and Joséphine, cortometraggio muto di James Stuart Blackton (I parte di The Life of Napoleon)
1909: William Humprey, Napoleon, The Man of Destiny, (II parte di The Life of Napoleon)
Emile Drain è Napoleone in Madame Sans-Gêne, film muto del 1925 con Gloria Swanson
1925
1937: Emile Drain e Sacha Guitry in Le perle della corona
Il diavolo zoppo (1948) con Sacha Guitry nel ruolo di Talleyrand ed Emile Drain in quello di Napoleone
1954: Versailles di S. Guitry. Bonaparte è interpretato da Emile Drain
1942: Le destin fabuleux de Desirée Clary. Jean-Louis Barrault interpreta il Napoleone giovane; il regista Sacha Guitry il Napoleone maturo
1942
1954: Marlon Brando in Desirée
1954
1955: Raymond Pellegrin, Napoleone Bonaparte per Saxha Guitry
1955
1963: Raymond Pellegrin è di nuovo Napoleone in Venere Imperiale accanto a Gina Lollobrigida
1927: Albert Dieudonné in Napoléon vu par Abel Gance
1927
1960: Pierre Mondy è Napoleone per Abel Gance in Austerlitz
1960
1927: con Albert Dieudonné Abel Gance ha girato 4 ore e mezzo di pellicola, recuperata nel 1971
1971: la versione integrale per il quarantincquennale
1937: Charles Boyer è Napoleone, accanto a Greta Garbo in Maria Walewska (Conquest)
1937
Ruggero Ruggeri è il Bonaparte in Sant’Elena, piccola isola (1943)
1943
1951: Renato Rascel Napoleone in chiave comica
1951
2006: Daniel Auteil è l’imperatore in esilio all’Elba in N. Io e Napoleone di Paolo Virzì
2006
Herbert Lom è il generale francese in Il nemico di Napoleone (The Young Mr. Pitt) del 1942
Herbert Lom torna nei panni del Bonaparte in Guerra e pace (War and Peace) del 1956
1970: Eli Wallach, quasi irriconoscibile, nel ruolo di Napoleone nel film britannico diretto da Jerzy Skolimowski Le avventure di Gérard (accanto a Claudia Cardinale)
1970
Rod Steiger, nel ruolo del Bonaparte in Waterloo di S. Bondarciuk (1970)
1970
Guerra e pace di Serghej Bondarciuk (1966). Vladislav Strzhelchik è Napoleone
1936: Claude Rains nella parte di Napoleone nel film musicale Divided Hearts, diretto da Frank Borzage
1936
1928: il baritono italiano Pasquale Amato nella pellicola muta Glorious Betsy, diretto da Alan Crosland
1957: Dennis Hopper è Napoleone per i Fratelli Marx in L’inferno ci accusa (The Story of Mankind) con la regia di Irwin Allen
1975: Woody Allen dirige James Tolkan nel ruolo di Napoleone in Amore e guerra (Love and Death), accanto a Diane Keaton
1975
1985: Patrice Chéreau interpreta il generale francese durante la campagna d’Egitto in Addio Bonaparte del regista egiziano Yusuf Shain
1985
1981: Ian Holm diventa Napoleone nel film fantasy I banditi del tempo (Bandits of Time)
1981
Ian Holm di nuovo Napoleone, con qualche decennio in più, nel film I vestiti nuovi dell’imperatore (2001)
2003: Monsieur N, di Antoine De Caunes con Philippe Torreton
2003
Giancarlo Sbragia e Valentina Cortese (rispettivamente Napoleone e Giuseppina) in I grandi camaleonti, sceneggiato RAI del 1964
1973: Renzo Palmer in Napoleone a Sant’Elena per la TV italiana
1974: Ian Holm alla TV inglese in Napoleon and Love
Christian Clavier nel film TV Napoléon del 2002
Mathieu Kossovitz è Napoleone in Guerra e pace, film-TV del 2016
Joaquin Phoenix sarà Napoleone nel film che Ridley Scott sta girando, previsto in uscita nel 2023 (bozzetto preparatorio per la locandina)
A idealizzare l’estetica del Grande Còrso sullo schermo. ai nostri giorni ci pensa il fascinoso Joaquin Phoenix
Bonaparte nell’albo degli schizzi di Jacques-Louis David (1797)
Jacques-Louis David, disegno preparatorio, 1812. Napoleone ha 43 anni
Nicolas Toussaint Charlet (1792-1845): Bonaparte ritratto di spalle, matita su carta

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