STERIS: UN GRECO ERRANTE NELL’ENIGMA

Yerasimos Stamatelatos, che dalla metà degli anni Venti assume il nome d’arte Steris, nasce nel 1898 a Cefalonia, isola dell’Eptaneso. Emigra in Egitto con la famiglia e nel 1910 frequenta il liceo Theodorakopoulion di Alessandria.

Tornato in patria, nel 1915 si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Atene ed avrà come insegnante, tra gli altri, Iakovìdis, il celebre pittore di cui era stato allievo anche il nostro Giorgio de Chirico che, nelle sue Memorie del periodo giovanile, aveva sempre rievocato con grande ammirazione.

Nel 1917 interrompe gli studi per il servizio militare sino al 1919, quando lascia la Grecia e viaggia per l’Europa (da Roma a Monaco, da Amsterdam a Londra), con destinazione finale Parigi.

sterisYerasimos Stamatelatos / Steris (Cefalonia 1898 – New York 1987)

E’ proprio nella capitale francese che viene a conoscere Giorgio de Chirico. A Parigi segue le  lezioni all’Academie Julian; evita di frequentare i connazionali, e fa la conoscenza dei maggiori artisti del tempo (Picasso, Braque, Derain, Léger). L’unico greco al quale si lega è il gallerista – e suo agente – Manolis Segredakis, in un sodalizio destinato a durare nel tempo.

Resta a Parigi fino a settembre del 1926, quando ritorna ad Atene, prende il diploma e vince una borsa di studio di tre anni per continuare gli studi in Francia.

Nel 1927 si stabilisce a Parigi, continuando a viaggiare: in Italia e di nuovo per l’Europa (Germania, Norvegia, Inghilterra e Spagna). Alla Sorbonne segue le lezioni di pittura murale.

Nel 1931 ritorna in Grecia e ad aprile inaugura la sua prima mostra ateniese. Il carattere innovativo dei suoi lavori divide la critica: l’autorevole direttore della Pinacoteca Nazionale, Zacharias Papantoniou, lo stronca con un articolo sul quotidiano “Elèfthero Vima”;  mentre altri intellettuali dell’epoca lo gratificano di lusinghieri apprezzamenti.

Nel dicembre dello stesso anno la mostra si sposta a Salonicco. Nel 1932 è di nuovo ad Atene dove collabora con Dimitris Pikionis alle scenografie della Maria Stuarda di Schiller, allestita dal teatro Kentrikon.

Nel 1933 e nel 1934 viaggia moltissimo: in Italia, a Como e Milano (dove organizza una mostra), a Parigi, in Egitto.

Nel 1935 è in Grecia per lavorare nei restauri di Mistrà assieme a Fotis Kondoglou; a fine anno organizza la sua seconda mostra a Salonicco, e nel 1936 a Volos.

Nel dicembre del 1936 si imbarca sulla nave “Normandia” e parte definitivamente per l’America. Prima della partenza lascia i suoi lavori, i libri e gli effetti personali al suo fedele amico Yorgos Politis. Prende con sé solamente pochissime tele e disegni, con la speranza di organizzare oltreoceano qualche mostra.

Nel 1949 prende la cittadinanza americana e cambia il suo nome in Guelfo Ammon d’Este (sappiamo che si faceva chiamare anche Georges de Steris). Nel 1950 dà lezioni di pittura e disegno  in una  scuola privata di New York contemporaneamente inizia a decorare la Cattedrale di New York.

Nel decennio 1965/1975 insegna; nel frattempo si dedica al mercato d’aste di incisioni, quadri e vecchi libri (attività che gli assicura un agiato tenore di vita).

Nel 1980 si stabilisce a Nizza. Nel 1985 fa ritorno a New York dove muore nel 1987. Le ceneri saranno sparse al vento nella sua isola natale. Nella primavera del 2000 la sua collezione americana viene acquisita dalla Società greca per la protezione del patrimonio ambientale e culturale ed è esposta in una permanente a Cefalonia.

In Steris l’atmosfera estraniata, onirica, metafisica in chiave dechirichiana, di un mondo sospeso nella atemporalità del mito e degli archetipi omerici pre-classici, cela – dietro il velo dell’enigma –  tutti i sottintesi simbolici cui questa realtà metastorica allude. E’ il risultato di chi riesce a puntare lo sguardo “metà ta physikà”, oltre il visibile.

1FIG. 1 – Steris: Arianna (1926-30), olio su tela, cm. 48 x 65, collezione privata

2FIG. 2 – Steris; Naxos (1930), acquerello, cm 32 x 60, collezione privata

3FIG. 3 – Steris: Riva omerica (1930-35), olio su tela, cm. 46 x 55, collezione privata

4FIG. 4 – Steris: Manifesto, olio su tela, cm. 65 x 120, collezione privata

5FIG. 5 – Steris: Mito (1930-35), olio su tela, cm. 35,4 x 26,4, collezione privata

6FIG. 6 – Steris: Lavoro (1930-35), olio su tela, cm. 59 x 68, Pinacoteca Comunale, Atene

7FIG. 7 – Steris: Coppia in riva al mare (1931-35), olio su tela, cm. 37 x 53, collezione privata

8FIG. 8 – Steris: Delo (1930), matita e carboncino su carta, cm. 31 x 42, collezione privata

9FIG. 9 – Steris: Paesaggio insulare (1930), matita e carboncino su carta, cm. 50 x 68,5, collezione privata

10FIG. 10 – Steris: Figure (1930), olio su tela,  cm. 58 x 40, collezione privata

11FIG. 11 – Steris, Scena mitologica (1930-35), olio su tela, collezione privata

12FIG. 12 – Steris, Canzone popolare greca (1930-35), olio su tela, collezione privata

13FIG. 13 – Steris, Figure (1930-35), olio su tela, collezione privata

14FIG. 14 – Steris, Luogo del mito (1930-35), olio su tela, collezione privata

73 X 49

FIG. 15 – Steris, Figure (1930-35), olio su tela, cm. 73×49, collezione privata

1930FIG. 16 -Steris, Paesaggio omerico (1930-35), olio su tela, collezione privata

BIBLIOGRAFIA

V. Fioravandes, Steris, Armòs, Atene 2001

link:

http://www.engramma.it/eOS/index.php?id_articolo=1986

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