LA LUCE E LO SGUARDO DI RA

L’uomo egiziano per millenni ha legato indissolubilmente il ciclo stagionale del suo tempo biologico e storico al ritmo del fiume Nilo, così importante nello scandire l’alternarsi delle piene e dei raccolti, da assurgere a vera e propria divinità meritevole di devozione. Hapi è il nome con il quale in Egitto veniva identificato il nume fluviale cui veniva destinato un culto riconoscente per la prosperità che garantiva a quegli agricoltori e contadini che vivevano lungo le sue sponde. Era grazie alle sue acque, che straripando rendevano fertile le inaridite lande lambite dal suo percorso, che si potevano riempire le dispense ed i granai di quelle popolazioni.

Due date avevano assunto un valore cardine nel calendario degli egiziani: il 20 febbraio ed il 22 ottobre. Coincidevano con l’inizio del raccolto e con la fine delle piene del Nilo, ma anche con la data di nascita e di incoronazione del faraone Ramesse II [1]. I sacerdoti, depositari dell’antica scienza e scrupolosi osservatori dei moti celesti, della periodicità puntuale degli eventi cosmici e naturali, avevano codificato il riproporsi dei fenomeni. Quando l’eroe di Kadesh fece costruire il monumentale tempio di Abu Simbel, si affidò alla sapienza degli astrologi e dei maestri costruttori di Tebe, facendo in modo che lo speos – cioè l’antro, il sancta sanctorum ricavato in fondo al complesso rupestre, dove sulla parete terminale erano state scolpite le statue del sovrano attorniato dagli dei protettori – esattamente in questi due giorni dell’anno l’irraggiamento del sole, al suo sorgere, penetrasse lungo un’inclinata che gli permetteva di passare con estrema precisione attraverso lo stretto ingresso, sino a raggiungere ed illuminare con tutta la potenza della sua energia vitale proprio questo gruppo glittico, quasi volesse risvegliare Ramesse e i suoi tutori celesti. Ad attorniare il grande faraone della XIX dinastia – il terzo da sinistra con in testa il khepresh [2] – erano infatti tre divinità solari oggetto di grande venerazione in tutto il regno, dall’Alto sino al Basso Egitto: Ptah, Amon-Ra, Ra-Horakhti.

Egitto: al tempio Abu Simbel si ripete il 'miracolo' del soleLa parete di fondo del sancta sanctorum di Abu Simbel

Questo evento suggestivo poteva accadere perché l’orientamento del tempio scavato nella roccia era allineato lungo l’asse est-ovest con una leggera angolatura di 22 gradi corrispondente al grado del parallelo su cui si trova Abu Simbel (appena più a sud del Tropico del Cancro). L’abilità edificatoria, coniugata con le conoscenze geometriche, trigonometriche e con le nozioni astronomiche aveva reso possibile questa simbolica epifania del dio.

abu simbel orienteImpianto planimetrico del tempio rupestre di Abu Simbel

aL’asse longitudinale del tempio è inclinato di 22° (foto satellitare). L’azimut alle due date considerate (febbraio e ottobre) al levar del sole è di 112°. La declinazione solare è di -12°

diga di assuanSchema grafico dell’originaria ubicazione del santuario e di quella attuale dopo la realizzazione della diga di Assuan 

sezioneL’irraggiamento solare all’alba del 21 febbraio e del 21 ottobre

esterno abu simbelEsterno del tempio di Abu Simbel (affacciato sul Lago Nasser)

Come noto, il tempio di Ramesse ad Abu Simbel negli anni Sessanta del secolo scorso, per evitare che venisse sommerso quando la nuova diga di Assuan, una volta costruita,  avrebbe creato il Lago Nasser, fu smantellato e ricostruito più in alto di oltre sessanta metri. Fu un’opera di alta ingegneria realizzata dall’Unesco grazie agli sforzi economici e ai risolutivi apporti tecnici di tanti Paesi occidentali. Accadde però che – mutata la quota del piano di campagna e arretrata la posizione del tempio –  il fenomeno che prima si verificava il 20 febbraio ed il 22 ottobre, con la modifica della traiettoria, è slittato di 24 ore, sicché oggi avviene il giorno 21 di quei due mesi. Sono quasi le 6 quando l’occhio di Ra si schiude e lancia il suo sguardo: i primi raggi del mattino si posano su quegli impassibili volti in arenaria dormienti, e li accendono dei colori dorati del sole, rianimandoli dal loro torpore.

speos fotoIl sole illumina Ptah, Amon-Ra, Ramesse II e Ra-Horakhti

E’ un “miracolo” nella sua accezione di mirabile, di avvenimento che produce “meraviglia”, e proprio per questo è salutato come una magia mistica, se alla parola magia restituiamo il suo giusto significato, cioè quello di trasformazione, manipolazione consapevole della realtà da parte dell’uomo. L’uomo compie una magia quando dispone una serie di parole e le trasmuta in poesia, quando assembla note e crea musica, quando plasma grumi di creta e modella un ritratto, quando impasta pigmenti e dà vita ad una tela. Ad Abu Simbel l’uomo ha asservito alla propria immaginazione l’arte di costruire e l’esperienza religiosa di chi sa scrutare le stelle. L’architetto di Ramesse ha dunque, in questo senso, messo in atto un’opera di magia.

Il primo ad essere accarezzato dai raggi solari è proprio Ra-Horakhti, assiso a destra. Progressivamente la luce disvela gli altri personaggi: il faraone stesso e poi Amon-Ra. Mentre Ptah, il vasaio degli dei, divinità che rappresenta la materia informe da cui si può forgiare il mondo, raffigurato come un dio mummificato (quindi di natura osiriaca e notturna) rimane quasi in penombra.

Sono millenni che l’orientamento dei templi, dei luoghi sacri creati dall’uomo, è regolarmente allineato secondo l’asse est-ovest, perché la luce arriva dal quadrante orientale ed è  da lì che nasce la vita. E’ lo stesso etimo della parola che usiamo in italiano  ad enunciarlo:  puntare ad oriente. Prima che si ricorresse alla bussola era il cielo notturno ad indicare il settentrione, perché è la volta stellata nelle limpide notti dei naviganti e dei carovanieri a mostrare l’Orsa Maggiore e la giusta direzione. Di giorno è  invece il rovente disco del sole a palesare i punti cardinali. La riva occidentale del Nilo è la terra dell’oltretomba, dove il sole muore e dove si scavano le necropoli.

E’ lo stesso Vitruvio a scrivere nel IV libro del suo De Architectura, quando disserta sul posizionamento degli edifici sacri, che “se il santuario è adiacente ad un fiume, come avviene in Egitto lungo il Nilo, il tempio dovrà fronteggiare le sue rive” [3].  E’ questo il caso dei templi di Karnak, Luxor, Kom Ombo etc. sulla riva destra orientale.

Anche nei templi dei Greci, che nei confronti della cultura sapienziale egizia furono sicuramente debitori, si cerca finché possibile di rispettare questa consuetudine ed il Tempio ateniese di Athena Parthenos, il cui ingresso è orientato verso est, ne é l’esempio più eclatante. Anche se talora più che una norma diventa una parafrasi metaforica, e può accadere che l’orientamento sia condizionato da molteplici fattori esterni, fermo restando il principio informatore ideale che vuole il prospetto frontale rivolto ai raggi del sole nascente.

acropoliIl Partenone sull’Acropoli di Atene, con ingresso dal prospetto orientale

L’interazione fra cielo e costruzione religiosa è presente anche presso gli Etruschi, profondamente rispettosi delle proiezioni armoniche tra macro e microcosmo, sensibili come erano alla sacralità che permea ogni accadimento terreno. I sacerdoti preposti all’individuazione del sito in cui le forze celesti proiettino la loro energia nel luogo ctonio, come rabdomanti o stregoni disegnavano al suolo – dopo averlo “ritagliato” nell’etere (si pensi al verbo temno che vuol dire appunto tagliare e da cui deriva il sostantivo templum) – il perimetro di fondazione del recinto sacro da innalzare agli dei.

Diversamente dalla Grecia (dove il pronaos si trova, come si è detto, prevalentemente in corrispondenza della facciata che guarda al sole nascente e valgano gli esempi del  tempio di Aphaia ad Egina; di Apollo a Didyma; dell’Olimpieion ateniese etc.[4]), a Roma – sempre attingendo ai precetti vitruviani (op. cit., L. IV, cap. 5, par. 1) – le indicazioni progettuali vanno esattamente nel verso opposto. Scrive infatti l’autore latino: “le sacre dimore degli dei immortali … devono essere orientate in modo che la fronte dell’edificio, e di conseguenza la statua contenuta nella sua cella, guardi verso occidente; così i fedeli che si presentano all’altare supplici e sacrificanti saranno rivolti verso oriente e verso il simulacro del dio che si trova all’interno del tempio”[5].

Questo sarà anche il principio adottato nella concezione templare della Massoneria, conforme ai dettami di un tempio sulla falsariga di quello di Salomone a Gerusalemme, con ingresso ad occidente ed ara collocata ad oriente, dove è assiso il maestro venerabile. L’istituzione che governa la libera muratoria è detta per l’appunto Grande Oriente.

LINK:

https://archipendolo.wordpress.com/2015/04/13/e-quindi-uscimmo-a-riveder-le-stelle/

tempio massSchema di loggia massonica

Scrive Fulcanelli ne Il mistero delle cattedrali (ed. Mediterranee, Roma 2005, p. 73): “le chiese hanno l’abside orientato verso sud-est e la facciata verso nord-ovest … in modo che i fedeli e i profani, entrando nel tempio da Occidente, procedessero dritti al santuario con il volto rivolto dalla parte in cui sorge il sole, verso l’Oriente…”

Un insolito edificio ipogeo della Roma del primo secolo d.C. è la cosiddetta basilica neopitagorica di Porta Maggiore, che rappresenta un unicum architettonico, trattandosi di un edificio pagano precristiano costruito secondo uno schema basilicale che sarà adottato dai costruttori degli impianti ecclesiali paleocristiani. Questa è esattamente orientata ad est, proprio secondo le indicazioni di Vitruvio appena menzionate.

LINK: 

https://archipendolo.wordpress.com/2016/11/13/la-cosiddetta-basilica-pitagorica-di-porta-maggiore/

basilica_sotterranea_piantaLa basilica ipogea di Porta Maggiore a Roma (I sec. d.C.)

Al contrario, la basilica di San Pietro, costruita sull’area del circo neroniano, torna ad invertire l’orientamento e ripropone una facciata rivolta verso oriente, in questo caso verso la Gerusalemme celeste, con l’abside dell’altare posizionato ad ovest. Poiché ripete l’andamento longitudinale dell’ippodromo di età romana, l’asse della chiesa più importante della cristianità è perfettamente allineato. In questo modo, dietro il trono di Pietro collocato nell’altare maggiore, è stato aperto un finestrone con lastre di alabastro trasparente che all’ora del tramonto irradia di luce infuocata l’interno basilicale quando si celebra il Vespro. 

san pietroLa basilica costantiniana di S. Pietro a Roma, lungo l’asse ovest-est (cresciuta sul circo di Nerone). Tratteggiata la sagoma dell’odierno S. Pietro

cattedra san pietroIl rosone dello Spirito Santo (S. Pietro, Roma)

Al contrario, la basilica di S. Paolo sulla via Ostiense, a due passi da un ansa del Tevere, guarda il fiume, proprio come suggeriva Vitruvio per i templi egizi prospicienti il Nilo.

Anche l’altra grande basilica romana di San Giovanni in Laterano – la maggiore per importanza:  Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput – orientata con la facciata rivolta ad est, così come avveniva nell’antico Egitto e nell’antica Grecia, perché è da oriente che l’uomo attinge alla forza vitale del sole che eternamente risorge giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, un anno dopo l’altro, nei secoli dei secoli.

arch. Renato Santoro – Roma 23 settembre

NOTE

[1] Abu Simbel si trova a 22° 30′ appena sotto il Tropico. In queste due giornate di febbraio e di ottobre (nel sistema zodiacale rispettivamente primo giorno dei segno dei Pesci e primo giorno del segno dello Scorpione, cioè 30 giorni prima e dopo i due equinozi di primavera e di autunno) i raggi solari incidenti sul piano terrestre hanno una inclinazione di – 12 gradi rispetto alla linea dell’Equatore. L’azimut rispetto al nord è di 102°, perciò l’angolazione data all’asse di simmetria del tempio (22° rispetto all’allineamento ovest-est e alla traiettoria apparente del sole) è uguale al parallelo di Abu Simbel. In questo modo i raggi del sole nascente intercettano il portale d’ingresso e raggiungono il naòs

LEVATA DEL SOLE

Grafico con levata e calata del sole calcolate per la località di Assuan al 21 ottobre e al 21 febbraio

[2] La corona azzurra che i sovrani indossavano in guerra

[3] Item si secundum flumina aedes sacrae fient, ita uti Aegypto circa Nilum, ad fluminis ripas videntur spectare debere. similiter si circum vias publicas erunt aedificia deorum, ita constituantur uti praetereuntes possint respicere et in conspectu salutationes facere (Vitr., De Arch., L. IV, cap. 5, par. 2)

[4] Si confronti B. Fletcher, Storia dell’architettura secondo il metodo comparato, Martello editore, Milano 1967)

[5] Regiones autem quas debent spectare aedes sacrae deorum inmortalium, sic erunt constituendae uti si nulla ratio inpedierit liberaque fuerit potestas, aedis signumque quod erit in cella conlocatum spectet ad vespertinam caeli regionem, uti qui adierint ad aram immolantes aut sacrifica facientes spectent ad partem caeli orientis ad simulacrum quod erit in aede, et ita vota suscipientes contueantur eadem exorientem caelum ipsaque simulacra videantur exorientia contueri supplicantes et sacrificantes.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Un pensiero su “LA LUCE E LO SGUARDO DI RA

  1. In realtà ptha il creatore non è mai illuminato completamene dal sole doveva rimanere oscuro, ovviamente dalle mie ricerche prima delle 30 dinastie faraoniche sull’egitto hanno regnato gli dei veri e propri come si evince dal geroglifico opposto nel corridoio dove tutte le dinastie ed i faraoni sono segnati uno dopo l’altro, mi rifaccio alla teoria sumerica degli anunnaki ovviamente che coincide oramai in modo esaustivo ripetto alla genetica alla geofisica alla astrologia alla archeologia ed anche rispetto alla storia. Il puzzle è troppo perfetto perchè non sia reale. Ottimo blog e buoni articoli vi seguirò con piacere
    atamata

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...