AL VERTICE: PRAGA

Per quelli della mia generazione – nel 1968 ancora minorenni perché la maggiore età si conquistava a 21 anni – Praga è una città legata alla primavera di Dubček, all’invasione dei tank da parte dei Paesi legati al Patto di Varsavia,  all’atto estremo di Jan Palach, quando il Paese si chiamava ancora Cecoslovacchia e si muoveva sotto l’ala sovietica. A distanza di mezzo secolo quanta acqua è passata sotto i ponti della Moldava e quante cose sono cambiate da allora. Tanto per cominciare Praga è ora capitale della Repubblica Ceca: staccatasi dalla Slovacchia e affrancatasi dalla Russia, fa parte dell’Unione Europea e la sua moneta è l’euro, proprio come da noi. E’ diventata una tappa obbligata nel tour delle città continentali, forte del suo fascino e della sua fama, consolidata dai romanzi della sua illustre gloria cittadina, quel Kafka adorato dall’intelligencija del Novecento europeo; una città che è tornata ad essere fiera del suo antico appellativo di Mater Urbium. Detta anche “città dalle cento torri” o “città d’oro”, oggi ci avviciniamo a Praga in quanto vertice di un triangolo magico ai cui angoli opposti abbiamo già trovato la nostra Torino e Lione.

Un nostro scrittore siciliano, Angelo Maria Ripellino, profondo conoscitore del mondo slavo, proprio alla città boema ha dedicato uno dei suoi libri più noti, Praga magica del 1973. Sulla magia di Praga vogliamo fermare la nostra attenzione e sono moltissimi i siti e le situazioni, le storie vere o leggendarie, i personaggi che ne fanno una città dagli indubbi e inquietanti risvolti esoterici.

E’ qui che nasce la leggenda del Golem, un tassello imprescindibile nel mosaico misteriosofico di questo luogo arcano nel cuore della vecchia Europa, sviluppatasi in seno alla comunità ebraica. Il romanzo che ne ha divulgato e ampliato la notorietà, a firma del viennese Gustav Meyrink, è del 1915 ma si riallaccia alla tradizione cabalistica praghese che a sua volta risale a più antiche storie di magia medioevali. E’ a Praga che nel XVI secolo il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel plasmava figurine d’argilla ai quali attraverso il potere del “logos”, cioè della parola espressa in lettere ebraiche, poteva dare la vita e servirsene come servitori al proprio comando.  Uno di questi golem, secondo la diceria popolare, sarebbe ancora “celato” nella vecchia Sinagoga del quartiere giudeo.

Der Golem Paul Wegener

IN ALTO: fotogramma dal film Der Golem di Paul Wegener, Germania 1920

A consolidare l’inclinazione all’occultismo della città il suo vecchio sovrano Rodolfo II d’Asburgo, celebre alchimista del suo tempo che sul finire del Cinquecento da Vienna trasferì qui la corte imperiale. La sua Wunderkammer nel castello di Hradčany era in realtà un gabinetto alchemico e l’irrequieto monarca accoglieva presso di sé veri o sedicenti maghi alla ricerca della pietra filosofale, nel vano sogno di trasformare il piombo in oro. I suoi disturbi mentali costrinsero la famiglia ad esautorarlo di ogni potere.

STAMPA

IN ALTO: J. M. Trenkwald, incisione a colori (1862) raffigurante Rodolfo II nel suo gabinetto alchemico in compagnia di Keplero

Vicolo dell’Oro, Zlata Ulicka, è la strada in cui si concentravano le piccole case (Puppenhaus)  degli alchimisti a servizio di Rodolfo che lavoravano senza sosta ai loro atanòr alla illusoria ricerca dell’elisir di lunga vita.

ORO

IN ALTO: Praga, vicolo dell’Oro

L’ombra diabolica aleggia anche su Karlùv Most, il ponte voluto da re Carlo IV di Boemia alla metà del XIV secolo, che con i suoi 515 metri unisce la città vecchia al quartiere di Malà Strana (Piccolo Quartiere) sull’opposta riva occidentale della Vltava (il nome boemo del fiume Moldava).

Narrano le storie agiografiche di Jan di Nepomuk (Giovanni Nepomuceno ) che quel santo presbitero fu condannato da re Venceslao e gettato nel fiume da quel ponte nel 1393. Il ponte crollò proprio nel punto esatto in cui era avvenuta l’esecuzione e nonostante ci si provasse a ricostruirlo, esso immancabilmente crollava di nuovo. Un maestro costruttore pensò bene allora di stringere un patto col diavolo, al quale promise l’anima del primo passante che avrebbe attraversato il ponte ricostruito. Illudendosi di poter raggirare il diavolo, l’architetto aveva in mente di far passare per prima un gallo, in modo che  fosse quell’animale ad essere sacrificato alle fiamme dell’inferno. Ma il maligno, indispettito da quel maldestro stratagemma, fece sì che a passare per prima fosse proprio la moglie dell’architetto e, poiché la donna era incinta, si accaparrò anche l’anima del loro figlio. La leggenda vuole che i lamenti che a volte si sentono lungo quel ponte siano i brontolii del bambino che volteggia nei pressi.

Strani fenomeni paranormali sembra si verifichino anche presso la Daliborka, la torre di Dalibor un cavaliere ceco che aveva capeggiato la rivolta dei contadini al tempo di Ladislao II di Boemia alla fine del XV secolo. Rinchiuso in quella torre e torturato a morte, i suoi gemiti divennero strazianti come il suono lacerante di un violino (c’è da ricordare che il “violino” era uno strumento di sevizie medioevale).

Di fantasmi si nutre la letteratura esoterica cresciuta attorno a questa città, come quella che racconta di cavalieri templari decapitati che a mezzanotte sono soliti presentarsi al viandante impressionabile che si aggiri per via Liliova, nel cuore della città vecchia.

praga

Con l’aura di mistero che ammanta ogni angolo di Praga (v. panorama in alto) non è difficile riconoscerle il titolo di vertice magico del triangolo tracciato dagli occultisti del Vecchio Continente, situata tra le brume del 50° parallelo lat. Nord e posta, per consolidata tradizione (G. Moleti, Efemeridi, XVI sec.), sotto il segno del Leone.

arch. Renato Santoro, Roma aprile 2015

Links correlati:

TORINO

https://archipendolo.wordpress.com/2015/03/07/triangolazioni-esoteriche-torino-magica/

LIONE

https://archipendolo.wordpress.com/2015/03/15/torino-lione-il-lato-del-triangolo-magico/

LONDRA / GINEVRA

https://archipendolo.wordpress.com/2015/04/12/ginevra-e-londra-dove-il-diavolo-si-nasconde-nel-dettaglio/

 

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3 pensieri su “AL VERTICE: PRAGA

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